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Statuto

Scritto da  Mercoledì, 18 Luglio 2012 09:58
   

STATUTO

Dell’Associazione Italiana Assistenza agli Spastici (A.I.A.S.) Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale (ONLUS) Sezione di Piazza Armerina  

 

INDICE

 

TITOLO I

Generalità, Denominazione, Scopo

 

TITOLO II

Patrimonio

 

TITOLO III

Organi dell’Associazione

Capo I – Associati

Capo II - Assemblea degli Associati

Capo III – Consiglio Direttivo

Capo IV – Giunta Esecutiva

Capo V – Presidente – Segretario e Tesoriere

Capo VI – Collegio dei Revisori dei Conti

Capo VII- Elezioni degli Organi dell’Assemblea

Capo VIII – Disposizioni generali e finali.

 

TITOLO I

GENERALITA'- DENOMINAZIONE - SCOPO

 

 ART.1
L'Associazione Italiana Assistenza agli Spastici (A.I.A.S.) – di Piazza Armerina, costituita con atto del dott. Salvatore Catti Notaio in Pietraperzia in data 17 novembre 1989, registrato in Enna il 7 dicembre 1989 con numero 2856, dispone di rinnovare il proprio Statuto nel rispetto dei principi dell’Associazione stessa, delle finalità perseguite e del volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n.266.

 

ART.2
L'Associazione è denominata Associazione Italiana Assistenza agli Spastici (A.I.A.S.) di Piazza Armerina, Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale (ONLUS). Utilizza obbligatoriamente nella denominazione, ed in qualsivoglia segno distintivo o comunicazione rivolta al pubblico, la locuzione "Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale" o l’acronimo "ONLUS".

La sede è situata in Piazza Armerina, C/da Bellia e il trasferimento nel medesimo Comune non implica una modificazione statutaria.

 

 ART.3
L'Associazione ècostituita per svolgere prevalentemente a favore delle persone con disabilità, ed in particolare di quelle affette da patologie encefaliche, ogni possibile azione che mira alla loro autonomia fisica, sociale ed economica e al sostegno morale, psicologico e formativo dei genitori e di chiunque si occupi dei loro problemi.

Essa non ha scopo di lucro, persegue finalità di solidarietà sociale e si impegna a realizzare le finalità stabilite dallo Statuto dell’Associazione Italiana Assistenza Spastici (AIAS) con sede in Roma, Ente giuridicamente riconosciuto con D.P.R. n.1070 del 28.05.1968, che accetta pienamente.

In tale spirito, operando nel settore dell’Assistenza sociosanitaria e della formazione, essa persegue l'obiettivo della solidarietà, della partecipazione effettiva delle persone con disagio e disabilità e delle loro famiglie alla programmazione, organizzazione e gestione democratica dei servizi e delle attività loro destinati.

Svolge, ispirandosi a criteri esclusivamente solidaristici, attività di assistenza sociale e socio sanitaria e socio-educativa a favore delle persone disabili e delle loro famiglie e s’impegna, altresì, nella promozione di attività culturali, informative, formative, artistiche e di documentazione per lo sviluppo della cultura, dell'integrazione e della solidarietà, nei confronti della cittadinanza, delle associazioni e/o gruppi di volontariato, e di quanti altri si occupano di tematiche a carattere sociale.

La sezione per svolgere la propria attività si avvale prevalentemente di volontari che svolgono la propria attività in modo personale, spontaneo e gratuito. L’attività dei volontari non può essere retribuita in alcun modo, nemmeno dai beneficiari. Ai volontari possono essere riconosciuto il rimborso delle spese effettivamente sostenute ed entro i limiti preventivamente stabilite dal Consiglio Direttivo. Coloro che prestano attività di volontariato devono essere assicurati per malattie, infortunio, e per la responsabilità civile verso i terzi ai sensi dell’art. 4 della L. 266/91.

 L’associazione può inoltre, tra le attività prevalenti:

  1. sollecitare gli enti pubblici competenti ad applicare le leggi vigenti in materia di handicap; istituire centri di orientamento e formazione professionale; istituire servizi necessari alla riabilitazione delle persone con disabilità, realizzare servizi sociali, residenziali domiciliari e diurni, comunità-alloggio, centri socio-riabilitativi ed educativi, che perseguano lo scopo di rendere possibile una migliore vita di relazione integrata;
  2. promuovere, a favore delle persone con disabilità e delle loro famiglie, l’istituzione e/o la gestione di Centri, Servizi Riabilitativi e socio assistenziali di cui alla legge 104/92 e 328/00 anche in regime di convenzione con Enti Pubblici, con S.S.N. e regionale mediante l’istituto dell’accreditamento; o altri servizi, anche ad integrazione delle attività realizzate dagli Enti Locali o da altre strutture convenzionate con il S.S.N., con espressa esclusione di attività che perseguano fini di lucro, anche indiretto;
  3. attivare e/o gestire servizi di trasporto per persone con disabilità o con difficoltà sociali e quanti altri servizi alla persona utili ai soci o a persone in situazione di difficoltà sociale;
  4. promuovere e/o curare direttamente la formazione e l'aggiornamento dei docenti preordinata sia all'istruzione che all'integrazione degli alunni in situazione di handicap nelle scuole di ogni ordine e grado; gestire anche in convenzione corsi di specializzazione per personale direttivo, docente, educativo (ex D.P.R. del 31/10/1975 e successive modifiche e integrazioni) o equipollenti autorizzati dal Ministero della Pubblica Istruzione o della Ricerca Scientifica o da altri enti;
  5. istituire e gestire scuole o corsi di formazione, aggiornamento e specializzazione rivolti al proprio personale e/o ad operatori della scuola, della sanità e ad ogni altra professione utile ai fini della riabilitazione e della migliore integrazione sociale della persona con disabilità, nonché corsi di qualificazione, riqualificazione, aggiornamento per la persona in situazione di handicap o di emarginazione sociale;
  6. promuovere la conoscenza e l’attuazione delle norme di legge che si occupano dei portatori di handicap mediante l’organizzazione di congressi, conferenze, studi etc. anche per approfondire le tematiche attinenti la prevenzione;
  7. organizzare e/o gestire attività sportive dilettantistiche e anche di tipo agonistiche per soggetti disabili e non;
  8. organizzare tutte le attività favorenti l’integrazione e la socializzazione per soggetti disabili.
  9. le attività possono essere svolte anche a favore di altre categorie di soggetti deboli  in ragione di situazioni oggettive (tossicodipendenze, alcolismo, detenzione etc…) o di emarginazione sociale  derivante  dal contesto territoriale .

E' fatto espresso divieto di svolgere qualsiasi attività che non sia direttamente connessa alle suddette finalità.

 


 

ART. 4

L'Associazione, per svolgere in tutto o in parte le proprie attività, potrà prendere accordi, consorziarsi e collaborare, con altre Associazioni, Enti o Cooperative ed Organismi. Potrà, altresì, far parte di cooperative sociali di cui alla legge 381/91, di cooperative con finalità socio assistenziali e di associazioni senza fini di lucro, di rilevante interesse scientifico e sociale, operanti nel settore della disabilità.

 

ART. 5

La sezione è costituita da soci e fa parte del Comitato Regionale esistente.


Art.6

La sezione può chiedere alle autorità competenti il riconoscimento della personalità giuridica ai sensi della legislazione vigente.

 

Art.7

Nei casi previsti dall’art 31 dello statuto nazionale dell’AIAS, il Commissario nominato dal Consiglio Nazionale, rivede e rinnova le ammissioni dei soci e adotta gli eventuali provvedimenti previsti 5 6 e 7 dello Statuto con i poteri del Presidente e del Consiglio Direttivo della Sezione.

 

TITOLO II

PATRIMONIO

 

ART. 8

L'Associazione ha autonomia giuridica, patrimoniale, amministrativa e contrattuale.

Il patrimonio è costituito da: quote sociali, nella misura stabilita dall’Assemblea Nazionale,

- contributi degli aderenti;

- contributi di privati;

- contributi dello Stato, di enti o di Istituzioni pubbliche finalizzati esclusivamente al sostegno di specifiche e documentate attività e progetti;

- contributi di organismi internazionali;

- donazioni e lasciti testamentari;

- rimborsi derivanti da convenzioni;

- entrate derivanti da attività produttive e commerciali marginali.

L'Associazione destina i beni e le loro rendite esclusivamente al conseguimento delle finalità previste dal presente Statuto. In caso di ottenimento del riconoscimento giuridico il deposito previsto per legge fa parte del patrimonio.

Tutti gli elementi del patrimonio della Sezione devono risultare nel bilancio annuale che obbligatoriamente deve essere redatto e sottoposto all’approvazione dell’Assemblea.

La Sezione non impegna la responsabilità dell’associazione nazionale per le obbligazioni da essa assunte e viceversa. La sezione verserà in sede centrale ed al Comitato Regionale le percentuali delle quote associative stabilite annualmente dall’Assemblea nazionale.

 

ART. 9

La sezione deve depositare le somme di cui dispone in titoli di Stato o in libretti di risparmio o in conti correnti presso banche o uffici postali, intestati impersonalmente alla Sezione stessa. La sezione può stipulare con Istituti di credito convenzioni per assicurare un servizio di tesoreria o di cassa per i pagamenti e gli incassi.

 

ART: 10

In considerazione delle finalità solidaristiche perseguite dall'Associazione è fatto assoluto divieto di distribuzione, anche in modo indiretto, di utili ed avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell'organizzazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate per legge, per statuto o per regolamento a favore di altre sezioni dell’A.I.A.S. costituite in ONLUS. Gli utili o gli avanzi di gestione sono obbligatoriamente impiegati per la realizzazione delle attività istituzionali statutariamente previste e a quelle ad esse direttamente connesse.

 

ART. 11

Il patrimonio dell'Associazione, in caso di suo scioglimento per qualunque causa, dovrà essere devoluto ad altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale o a fini di pubblica utilità, sentito l'organismo di controllo di cui all'art. 3 comma 190 della legge 23.12.1996 n. 662, e salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

TITOLO III

ORGANI DELL'ASSOCIAZIONE

ART.12
L'Associazione assicura la gestione democratica attraverso organismi liberamente eletti dall'Assemblea degli associati, e la partecipazione delle persone disabili alla vita associativa nelle forme ritenute più idonee.

Sono organi dell'Associazione:

  • l'Assemblea dei soci
  • il Consiglio Direttivo
  • Il Presidente
  • il Collegio dei Revisori dei Conti.
  • Può essere istituita la Giunta esecutiva e il collegio dei probiviri.

 


 

CAPO I

ASSOCIATI

ART. 13

Possono entrare a far parte dell'Associazione, in qualunque momento, tutti coloro che intendono fare proprie le finalità statutarie ad eccezione dei dipendenti della stessa sezione.

Per acquisire la qualità di Associato deve essere presentata domanda scritta al presidente della sezione armerina, contenente nome, cognome, luogo e data di nascita, indirizzo, la firma dell'interessato o di chi ne ha la procura e di due associati della Sezione a cui si chiede di essere ammesso corredata dalla dichiarazione di non essere dipendente.

L'ammissione degli associati è disposta dal Consiglio Direttivo. L'iscrizione s’intende effettuata a tempo indeterminato, fatte salve le ipotesi indicate nell'art. 15 del presente Statuto.

In casi particolari ed eccezionali il C.D. può inoltrare alla Giunta esecutiva nazionale motivate proposte di deroga ai sensi ai sensi dell’art 7 dello statuto nazionale.

 

ART. 14

Gli associati hanno diritto e dovere di partecipare attivamente e pienamente alla vita associativa, nelle forme e con le modalità stabilite dallo Statuto e dalle eventuali disposizioni regolamentari.
Gli associati, in osservanza di quanto prescritto nello Statuto, nelle disposizioni e nei regolamenti adottati in sua esecuzione, sono tenuti a concorrere al perseguimento degli scopi associativi. Sono altresì tenuti al rispetto delle deliberazioni adottate dall'Assemblea e dal Consiglio Direttivo, ed al versamento della quota sociale annua.

 

ART. 15

La qualità di socio, oltre che nei casi di legge, si perde nei seguenti casi:
a) per recesso volontario;

b) per inosservanza delle norme e dei principi derivanti dal presente Statuto e dalle disposizioni e dai regolamenti adottati in sua esecuzione;

c) per gravi inadempienze agli obblighi sociali;

d) per azioni e/o comportamenti idonei a pregiudicare l'immagine e/o le finalità dell'Associazione.
Le ipotesi di decadenza per esclusione previste dalle lettere b) c) e d ) sono deliberate dal Consiglio direttivo.

Si ritiene decaduto di diritto il socio che non versa annualmente la quota associativa.


 

CAPO II

L'ASSEMBLEA DEGLI ASSOCIATI

ART. 16

L'Assemblea è costituita da tutti gli associati della sezione A.I.A.S. di Piazza Armerina, per la cui iscrizione e tesseramento siano state seguite le procedure statutarie e regolamentari, ed è presieduta dal Presidente dell'Associazione.

1.ASSEMBLEA ORDINARIA.

L'Assemblea si riunisce in sede ordinaria una volta l'anno, entro il 30 aprile, per:

a) approvare la relazione del Presidente;

b) approvare la relazione finanziaria dei Revisori dei Conti;

c) approvare il bilancio consuntivo e preventivo dell'attività dell'Associazione, presentati dal Consiglio e vistati dai Revisori dei Conti;

d) eleggere i delegati all’Assemblea Nazionale, il cui numero è determinato dal Consiglio Nazionale;

e) deliberare su ogni eventuale argomento all'ordine del giorno proposto dal Consiglio, sia di propria iniziativa che su segnalazione di almeno un decimo degli associati;

f) eleggere ogni triennio, allo scadere delle cariche sociali, il Presidente, i membri del Consiglio Direttivo, i Revisori dei Conti e dei Probiviri se previsti;

g) approvare i regolamenti interni e le loro variazioni.

2. ASSEMBLEA STRAORDINARIA.

L'Assemblea si riunisce in seduta straordinaria su iniziativa del Presidente o su richiesta della maggioranza del Consiglio o del Collegio dei Revisori dei Conti, o di almeno un decimo degli associati, non oltre trenta giorni dalla richiesta.

E' compito dell'assemblea straordinaria:

a) deliberare le modifiche statutarie e quant’altro stabilito dalla legge;

b) deliberare l'eventuale scioglimento dell'associazione, la nomina dei liquidatori, e la devoluzione del patrimonio secondo le disposizioni previste dal presente Statuto.

 

ART. 17

La convocazione dell'Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è effettuata dal Presidente e deve essere comunicata per iscritto, ad ogni avente diritto a parteciparvi, almeno quindici giorni prima della data fissata, con l'espressa indicazione dell'ordine del giorno, del luogo, del giorno e dell'orario dell'adunanza.

Qualora si tratti di Assemblea per il rinnovo del Consiglio o modifica allo Statuto, la convocazione deve essere fatta almeno trenta giorni prima della data fissata.

 

ART. 18

Hanno diritto a partecipare all'Assemblea gli associati iscritti al 31 dicembre dell'anno precedente, che abbiano rinnovato il pagamento della quota sociale per l'anno in corso.

 

ART. 19

L'Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è validamente costituita in prima convocazione con la presenza dei due terzi degli associati aventi diritto a parteciparvi, e in seconda convocazione (che potrà avere luogo almeno un'ora dopo la prima) qualunque sia il numero degli associati presenti aventi diritto.

Per deliberare lo scioglimento dell'Associazione e la devoluzione del patrimonio occorre il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati.

Hanno diritto di voto tutti gli associati maggiorenni, anche per l'approvazione e le modificazioni statutarie e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dell'Associazione.

 

ART. 20

Nell'Assemblea ogni avente diritto al voto, può essere rappresentato mediante delega ad altro associato avente diritto al voto. Nessun intervenuto può avere più di due deleghe.

 

ART. 21

Le deliberazioni dell'Assemblea sono prese per alzata di mano, o per appello nominale o per scrutinio segreto, a maggioranza assoluta dei voti dei presenti in proprio o per delega.

Le elezioni del Presidente, dei membri del Consiglio direttivo, dei Revisori dei Conti, dei Probiviri e dei delegati all’assemblea nazionale sono effettuate a scrutinio segreto.

Per ogni eventuale modifica dell'atto costitutivo o dello statuto occorre la presenza della maggioranza degli associati riuniti in Assemblea Straordinaria, ed il voto favorevole della maggioranza dei presenti aventi diritto al voto.

 


 

CAPO III

CONSIGLIO DIRETTIVO

 

ART. 22

Il regolamento sezionale stabilisce le modalità di elezione e il numero dei componenti il Consiglio Direttivo, che può variare da cinque a undici, sempre in numero dispari, compreso il Presidente di cui almeno due componenti rappresentati da disabili o loro familiari.

Possono essere eletti i soci maggiorenni che abbiano rinnovato il tesseramento per l’anno in corso.

 

ART. 23

Il Consigliere che per tre volte consecutive, e senza giustificato motivo, non interviene alle riunioni del Consiglio è considerato dimissionario, ed al suo posto subentra quello che segue in graduatoria.

La medesima procedura è seguita nel caso di dimissioni espresse del Consigliere. Le relative delibere sono adottate dal Consiglio Direttivo.

 

ART. 24

Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente, o da chi lo sostituisce, almeno ogni tre mesi, e comunque tutte le volte che sia ritenuto utile dal Presidente o su iniziativa di almeno un terzo dei consiglieri.

La convocazione del Consiglio è fatta mediante comunicazione scritta.

Le sedute sono valide quando sia presente la maggioranza dei consiglieri, e le deliberazioni sono assunte a maggioranza dei consiglieri presenti.

 

ART. 25

Alle riunioni del Consiglio Direttivo può partecipare il Collegio dei Revisori con funzioni consultive, quando all'ordine del giorno vi siano argomenti di natura finanziaria.

Il Consiglio può avvalersi della competenza di consulenti ed esperti per la risoluzione di specifiche problematiche, i quali partecipano alle riunioni con funzioni puramente consultive.

 

ART. 26

Il Consiglio Direttivo elegge tra i Consiglieri, un Vice Presidente, il Segretario ed il Tesoriere. Le ultime due cariche possono essere cumulate nella stessa persona. 

ART. 27

Il Consiglio Direttivo:

-                provvede allo sviluppo ed indirizzo generale dell’Associazione;
attua i deliberati dell'Assemblea;

-                sovraintende e provvede all'amministrazione ordinaria e straordinaria delle attività dell'Associazione;

-                redige obbligatoriamente il bilancio preventivo e consuntivo dell'attività;

-                predispone il programma di lavoro e delle attività per il nuovo anno sociale che sottopone all'approvazione dell'Assemblea;

-                redige i regolamenti interni che sottopone all'approvazione dell'Assemblea;

-                determina e definisce il trattamento economico normativo del personale nonché l'organizzazione degli uffici.

Il Consiglio può farsi coadiuvare, ove lo ritenga opportuno, da Comitati da esso nominati, anche a carattere permanente, per le attività previste dallo Statuto e per le iniziative o manifestazioni volte alla raccolta dei fondi. La partecipazione ai Comitati ed alle loro attività è gratuita e non dà luogo ad emolumenti comunque denominati.

Il Consiglio può delegare parte delle proprie attribuzioni alla Giunta Esecutiva, se istituita, al Presidente o ad un consigliere, determinando i limiti della delega con apposito provvedimento che identificherà la natura delle attribuzioni e poteri, la modalità di esercizio e la durata degli stessi.

Il consiglio nomina un proprio rappresentante, scelto tra tutti i soci in seno al comitato regionale.

 


 

CAPO IV

LA GIUNTA ESECUTIVA

 

ART. 28

La Giunta Esecutiva, nell’ipotesi in cui venga decisa dal Consiglio la sua istituzione, è composta da almeno tre membri. Sono membri di diritto il Presidente, il Segretario, ed il Tesoriere.
L'appartenenza alla Giunta non comporta la liquidazione di alcun compenso o utile.

 

ART. 29

La Giunta si riunisce su convocazione del Presidente almeno una volta ogni tre mesi e le sue deliberazioni sono valide se adottate a maggioranza dei presenti aventi diritto.

 

ART. 30

La Giunta adotta i provvedimenti di ordinaria amministrazione, esegue e fa eseguire le deliberazioni del Consiglio e dell'Assemblea, in caso di urgenza adotta ogni altro provvedimento necessario nell'interesse dell'Associazione entro le competenze assegnate al Consiglio Direttivo. I provvedimenti adottati in via di urgenza devono essere sottoposti alla ratifica del Consiglio Direttivo nella prima riunione utile. In caso di mancata ratifica questi ultimi provvedimenti sono inefficaci di diritto.

CAPO V

PRESIDENTE - SEGRETARIO - TESORIERE

ART. 31

Il Presidente, eletto dall’Assemblea, ha la rappresentanza legale dell’Associazione di fronte ai terzi ed in giudizio, e può compiere tutti gli atti che rientrano nell'oggetto sociale. Convoca e presiede le adunanze del Consiglio e dell'Assemblea ordinaria e straordinaria e ne dirige i lavori, presenta annualmente all'Assemblea la relazione morale e finanziaria, cura i rapporti esterni dell'Associazione.
In caso di urgenza può assumere iniziative e prendere decisioni di competenza del Consiglio Direttivo. In questa ipotesi dovrà intervenire la ratifica dell'operato del Presidente nella prima riunione utile del Consiglio.

In caso di assenza o impedimento del Presidente questi è sostituito dal Vice Presidente.

Il Presidente, in caso di assenza o impedimento del Vice Presidente può delegare ad un consigliere tutti i suoi poteri.

In caso di dimissioni del Presidente la rappresentanza legale è attribuita al vice presidente che dovrà convocare, entro 90 giorni, un’assemblea ordinaria per l’elezione del nuovo presidente.

ART. 32

Il Segretario è responsabile dell'esecuzione delle disposizioni emanate dal Presidente e delle delibere del Consiglio, redige i verbali delle adunanze del Consiglio, della Giunta esecutiva se istituita e dell'Assemblea degli associati.

 

ART. 33

Il Tesoriere sovraintende all'amministrazione contabile e finanziaria dell'Associazione; è custode del patrimonio dell'Associazione, esegue i pagamenti su ordine del Presidente o di chi ne fa le veci.

 


 

CAPO VI

IL COLLEGIO DEI REVISORI DEI CONTI

 

ART. 34

Il Collegio dei Revisori dei Conti e dei probiviri sono rispettivamente composti da tre membri effettivi e due supplenti, ed è eletto dall'Assemblea anche fra i non associati. I Collegi nominano nel suo seno il Presidente con votazioni a scrutinio segreto.

I Revisori vigilano sull'attività contabile della sezione e redigono la relazione annuale sui bilanci da sottoporre all'approvazione dell'Assemblea.

I probiviri risolvono le controversie nell’interpretazione dello statuto. Ogni socio può ricorrere ai Probiviri, mediante comunicazione contemporanea da fare alla Sezione. Le decisioni dei Probiviri sono definitive. 

 

ART. 35

Il Collegio dura in carica tre anni ed i suoi membri sono rieleggibili.
Il Revisore che per tre volte consecutive, e senza giustificato motivo, non interviene alle riunioni del Collegio è considerato dimissionario, ed al suo posto subentra quello che segue in graduatoria.
La medesima procedura è seguita nel caso di dimissioni espresse del Revisore.
Le relative delibere sono adottate dal Consiglio Direttivo dell’Associazione.

 

CAPO VII

ELEZIONE DEGLI ORGANI DELL'ASSOCIAZIONE

 

ART. 36

Le procedure di elezione degli organi sociali sono disciplinate da apposito regolamento interno proposto dal Consiglio Direttivo e approvato dall’assemblea degli Associati.


CAPO VIII

DISPOSIZIONI GENERALI E FINALI

 

ART. 37 

Le cariche di Presidente, Vice Presidente, Segretario, Tesoriere, Consigliere e Revisore dei Conti e probiviri sono gratuite e non possono dar luogo ad emolumenti di sorta, salvo il rimborso delle spese sostenute per l'Associazione, entro i limiti stabiliti con delibera del Consiglio. Sono da considerarsi nulle tutte le altre indennità eventualmente deliberate a favore di coloro che vengono investiti di cariche sociali. Ciascuna di tale cariche, poiché esercitata nella qualità di volontario, indipendentemente dalle ore di prestazione, è incompatibile con qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato o autonomo, svolto nell’associazione, e con ogni altro rapporto di contenuto patrimoniale con l'Associazione. Qualora un dipendente fosse eletto ad una carica sociale, dovrà optare o per la carica o per il rapporto di dipendenza.

 

ART. 38

In caso di scioglimento, cessazione ovvero estinzione dell’organizzazione, i beni che residuano dopo l’esaurimento della liquidazione saranno devoluti, come previsto dal precedente art. 11 del presente statuto.

Lo scioglimento è deliberato dall’assemblea straordinaria col voto favorevole di almeno ¾ degli associati che nominerà uno o più liquidatori stabilendone i poteri.

 

ART. 39

Per tutto quanto non espressamente previsto nel presente Statuto, valgono per analogie e per estensione, le norme dello statuto sociale dell’aias e, in difetto quelle stabilite dalla legge.

 

ART. 40 

Ogni eventuale modifica al presente Statuto deve essere deliberata dall'Assemblea degli Associati riuniti in seduta straordinaria.

 

ART. 41

Il presente Statuto, che si compone di 41 articoli, approvato dall’Assemblea dei Soci in data odierna, entra immediatamente in vigore e modifica ogni norma contraria.

 

Piazza Armerina, 27 maggio 2012

Letto 14480 volte Ultima modifica il Giovedì, 15 Maggio 2014 13:27
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